Molte persone decidono di iniziare a correre nello stesso modo: indossano un paio di scarpe, escono di casa e provano a correre il più a lungo possibile.

Dopo pochi minuti arriva il fiatone. Le gambe diventano pesanti. La corsa sembra terribilmente difficile.

E spesso nasce una conclusione:

“Forse correre non fa per me.”

Ma potrebbe esserci una spiegazione molto più semplice: sei partito chiedendo al tuo corpo qualcosa che non era ancora pronto a fare.

Correre è qualcosa che il corpo deve imparare

Quando iniziamo una nuova attività, il corpo ha bisogno di tempo per adattarsi.

La corsa non fa eccezione.

Muscoli, tendini, articolazioni, sistema cardiovascolare e coordinazione devono progressivamente abituarsi a un tipo di lavoro diverso da quello della vita quotidiana.

Per questo iniziare non significa necessariamente correre continuamente.

Può significare alternare cammino e brevi tratti di corsa facile.

Camminare non significa fallire

Uno degli equivoci più frequenti è considerare il cammino come qualcosa che facciamo perché non siamo riusciti a correre.

All’inizio può essere esattamente il contrario.

Alternare cammino e corsa permette di controllare meglio lo sforzo e di introdurre gradualmente il gesto della corsa.

Il cammino non deve necessariamente interrompere l’allenamento.

Può farne parte.

Camminare non è il contrario di correre.
Può essere uno dei modi per imparare a farlo.

Il problema potrebbe non essere il fiato. Potrebbe essere la velocità.

Chi inizia spesso corre molto più velocemente di quanto sarebbe necessario.

Non perché voglia fare una gara, ma perché non ha ancora imparato quanto lentamente sia possibile correre.

Se dopo pochi secondi sei completamente in affanno, prima di concludere che ti manca il fiato prova a diminuire l’intensità.

All’inizio il tuo obiettivo non è essere veloce.

È riuscire a controllare lo sforzo.

Più forte non significa migliore.

Dieci minuti possono essere un allenamento

Un altro errore è pensare che un allenamento debba durare almeno trenta, quaranta o sessanta minuti per avere senso.

Quando stai costruendo una nuova abitudine e una nuova capacità fisica, anche un’uscita molto breve può avere uno scopo preciso.

Dieci minuti possono essere il punto di partenza.

Non perché dieci minuti siano il traguardo finale, ma perché permettono di iniziare senza trasformare ogni uscita in una prova di resistenza.

Prima adattamento. Poi progressione.

Il principio che attraversa Runner Life 75 è semplice: adattamento.

Non aumentare soltanto perché il calendario dice che è arrivato il momento di farlo.

Osserva come risponde il tuo corpo.

  • Come respiri?
  • Come recuperi?
  • Come stanno le gambe nelle ore successive?
  • Come ti senti il giorno dopo?

Quando un livello diventa gestibile, puoi iniziare a progredire.

Se non lo è ancora, puoi ripeterlo.

Ripetere non significa essere rimasto indietro.

Significa consolidare ciò che stai costruendo.

Vuoi provare?

Se sei davvero all’inizio, su Runner Life 75 trovi un percorso gratuito con i tuoi primi tre allenamenti.

Non devi sapere già correre.

Devi soltanto partire dal livello in cui sei oggi.

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